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Pinacoteca Nazionale di Bologna > Pinacoteca Nazionale di Bologna > Sala 30A: Agli esordi del Seicento Bolognese
‘700
Room: 30A

Agli esordi del Seicento Bolognese

Il percorso dell’ultima sezione della Pinacoteca inizia con alcuni tra i più rappresentativi dipinti del primo seicento bolognese e si conclude col pieno Settecento, rappresentato dalla pittura dei Gandolfi. Nell’ordine cronologico, comune all’intera galleria, si inserisce un allestimento per temi, fra i quali la pala d’altare e il paesaggio. Le creazioni degli artisti che hanno condizionato il declinarsi dell’arte bolognese di questo lungo periodo, Ludovico e Annibale Carracci e Guido Reni, sono messe a confronto con quelle delle nuove generazioni. 
Il percorso inizia con una sequenza di ritratti, esemplificativi dell’evoluzione del genere. Il Ritratto di studioso di Lavinia Fontana [30.1] esprime nell’austerità e convenzionalità della posa i canoni della ritrattistica ufficiale senza tempo, tipici della seconda metà del Cinquecento. Più innovativa è la Famiglia Tacconi [30.2] in cui Ludovico annulla l’ufficialità della messa in posa con una raffigurazione dinamica e spontanea, intima e quotidiana, capace di aprire la via alla moderna introspezione psicologica di cui il giovane Reni, alcuni anni dopo, offrirà una mirabile sintesi nel Ritratto della madre [30.3]. L’Self-portrait di Francesco Albani [30.4] e il Ritratto di Guido Reni di Simone Cantarini [30.5] sono entrambi riconducibili agli anni Trenta del Seicento ma profondamente diversi nello spirito ideativo: mentre Albani sceglie la classica posa frontale e appiana le rughe per dare un’immagine più giovane di sé, Cantarini punta sullo sguardo sfuggente e malinconico del maestro e sul naturalismo dei segni del tempo, restituendoci un’immagine di forte intensità espressiva.