Aula Cesare Gnudi
La sala ottagonale, dedicata alla memoria del grande storico dell’arte Cesare Gnudi (1910-1981), a lungo direttore della Pinacoteca, ospita l’attività didattica e di formazione del museo (conferenze, lezioni, concerti).
Alle pareti sono esposte pale d’altare di grande formato di provenienza ecclesiastica che, riprendendo i temi della sala 25, riportano al momento più rappresentativo dell’arte del Seicento bolognese e dei suoi protagonisti, tra cui Ludovico Carracci, il Domenichino, Francesco Albani.
Domenichino acquisì la propria fama di artista a Roma, dove si era trasferito nel 1602 per raggiungere Annibale Carracci di cui fu allievo e collaboratore. Le opere qui esposte furono eseguite in occasione di un breve rientro a Bologna tra il 1617 e il 1619. Le imponenti e complesse pale col Martirio di Sant’Agnese [29.1] e la Madonna del Rosario [29.6] rievocano nella distribuzione spaziale la Pietà dei Mendicanti di Guido Reni (esposta nella sala 24), mentre il San Pietro Martire [29.3], vertice qualitativo dell’esperienza bolognese, trae ispirazione da un perduto dipinto di Tiziano.
Il Battesimo di Cristo di Francesco Albani appare, per la sintesi perfetta tra naturalismo e visione classica, come un tributo ad Annibale Carracci, di cui fu allievo e collaboratore negli stessi anni di Domenichino.
Nella sala sono inoltre esposte opere di artisti non altrimenti rappresentati nell’attuale percorso della Pinacoteca: la monumentale tela con Abramo e Melchisedech di Lionello Spada [29.2], membro della prima ora dell’Accademia dei Carracci, e la Madonna col Bambino tra i santi Teresa, Giovanni Battista e Carlo Borromeo di Carlo Cignani, esponente di rilievo della pittura di pieno Seicento e maestro di Marcantonio Franceschini.