Il Guercino
Con tredici dipinti autografi, il Guercino è tra gli artisti meglio rappresentati nella collezione della Pinacoteca. Questo fondamentale nucleo si è costituito a seguito delle soppressioni ecclesiastiche del periodo napoleonico, attraverso acquisti da parte dello Stato e grazie al lascito testamentario di Sir Denis Mahon (Londra 1910 – 2011), collezionista e storico dell’arte particolarmente legato alla Pinacoteca, a cui è riconosciuto il merito di aver avviato i capillari studi sul grande artista a partire dalla grande mostra monografica del 1968 a Bologna.
Pur nella drastica selezione, inevitabile per ragioni di spazio, i dipinti qui esposti tracciano l’intero percorso artistico del Guercino, dalla giovanile Madonna del Passero [26.???] al San Paolo nutrito dal corvo della piena maturità, dalla prima commissione pubblica a Bologna, ovvero la Vestizione di San Guglielmo [26.???] eseguita nel 1620 per la chiesa di San Gregorio, all’imponente San Bruno adora la Madonna col Bambino [26.???] del 1647 per la chiesa di San Girolamo alla Certosa.
Formatosi dapprima nella nativa Cento con Benedetto Gennari senior, il Guercino completa il suo apprendimento tra Modena e Bologna, entrando in contatto con specialisti della pittura murale e con rinomati esponenti della scuola bolognese, tra cui Ludovico Carracci col quale ebbe un rapporto di reciproca stima. L’artista bolognese lo definì “gran disegnatore e felicissimo coloritore […] mostro di natura e miracolo da far stupire chi vede le sue opere”, parole con cui elogiava la sicurezza tecnica del giovane centese in grado di dipingere spesso alla prima e senza particolari modifiche in corso d’opera. Queste specifiche sulla pittura del Guercino trovano conferma nelle indagini tecnico-scientifiche effettuate dal Laboratorio Diagnostico del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, i cui risultati sono visibili nel tavolo touch che si trova in questa sala.