Il primo Rinascimento
Il percorso prende avvio in questa sala, in cui sono allestite alcune opere quattrocentesche di ambito emiliano e veneto, con la sola eccezione del pittore folignate Nicolò Alunno [9.9].
Di grande importanza è certamente lo straordinario Polittico [9.2] eseguito dai fratelli veneziani Antonio e Bartolomeo Vivarini nel 1450, che illustra un primo timido aggiornamento della tradizione tardogotica sulle novità rinascimentali introdotte da Donatello nel suo soggiorno padovano.
Proprio a Padova completò la formazione il centese Marco Zoppo, autore del San Girolamo penitente [9.6] di poco successivo alla pala da lui eseguita nel 1459 per la chiesa del Collegio di Spagna. Si tratta di una commissione prestigiosa in cui l’artista, nel pieno delle proprie capacità, esibisce la conoscenza dei modelli all’avanguardia di Andrea Mantegna e una consapevolezza in termini di spazio, luce e volume che rimanda all’arte di Piero della Francesca.
A partire da tali premesse ma soprattutto dal 1463, con l’inizio della pseudo-signoria di Giovanni II Bentivoglio, Bologna visse una stagione di impareggiabile fioritura artistica, divenendo un crocevia per artisti forestieri in cerca di affermazione e un centro di elaborazione di un proprio originale Rinascimento.