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Pinacoteca Nazionale di Bologna > Pinacoteca Nazionale di Bologna > Sala 15: Raffaello e la nuova età del Rinascimento
‘500
Sala: 15

Raffaello e la nuova età del Rinascimento

Dell’arte di Raffaello a Bologna arrivarono in un primo momento solo gli echi dei cantieri romani in corso di realizzazione negli anni del pontificato di Giulio II, mentre si dovette attendere l’era di Leone X perché approdasse in città l’Estasi di santa Cecilia [15.1] per la cappella Duglioli nella chiesa di San Giovanni in Monte. Con l’arrivo di questo straordinario dipinto e, successivamente, di altre opere del maestro, come di copie, disegni o stampe derivate da sue invenzioni, il suo gusto si irradiò profondamente nella cultura locale lasciando un segno indelebile.
Il San Giovannino che predica nel deserto [15.2], anticamente conservato nella collezione privata del senatore bolognese Francesco Mastri, è un emblematico esempio delle numerose copie dell’originale di Raffaello conservato alle Gallerie degli Uffizi, mentre la deliziosa Madonna con il Bambino di Franciabigio [15.3] recupera modelli raffaelleschi in una dimensione stilistica personalizzata. Le solenni e monumentali figure della grande pala di Innocenzo da Imola [15.4], eseguita per l’altare maggiore della chiesa di San Michele in Bosco, sono costruite su un’evidente ortodossia raffaellesca, espressa nella citazione di opere tra cui la stessa Estasi di santa Cecilia, da cui Innocenzo recupera la posa del san Paolo per il suo san Pietro, e il San Michele Arcangelo del Museo del Louvre.