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Pinacoteca Nazionale di Bologna > Pinacoteca Nazionale di Bologna > Sala 11: Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini
‘400
Sala: 11

Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini

Il definitivo rientro a Ferrara di Ercole de’ Roberti (1486) coincise con l’inizio di una nuova stagione dell’arte bolognese, guidata dall’astro locale Francesco Francia e da Lorenzo Costa, l’ultimo grande ferrarese passato al servizio della corte dei Bentivoglio. Lo storiografo Giorgio Vasari scrisse nelle sue Vite che Francia, in parallelo con Perugino, inaugurò uno stile pittorico fondato sulla “dolcezza ne’ colori unita”, da cui scaturì una “bellezza nuova e più viva” che riscosse un universale consenso tra i contemporanei, salvo essere in breve superata da Raffaello.
Fin dai suoi esordi pittorici, Francia mostrò un eclettico interesse per diversi modelli, ma soprattutto un’aperta sintonia con la cerchia fiorentina del Verrocchio, maestro dello stesso Perugino. Nelle splendide pale eseguite per le chiese bolognesi della Misericordia [11.2-3; 12.1-2] e dell’Annunziata [11.1; 13.1-2] egli riuscì ad abbinare la ricerca di ritmo e simmetria classici con le finezze ottiche dei fiamminghi, dando vita a un linguaggio armonico e attento al dato naturale, elogiato dall’umanista Filippo Beroaldo.
Rispetto a questo ideale di purezza, sposato a un certo punto anche da Costa, spicca per contrasto l’irrequietezza formale di Amico Aspertini, evidente nell’Adorazione dei Magi [11.4].