Presso la Pinacoteca nazionale di Bologna, il museo guidato da Luigi Gallo, nelle scorse settimane ha preso il via una serie di lavori di riallestimento e rifunzionalizzazione degli spazi.
Uno dei primi interventi riguarda la sala dove attualmente si può ammirare il Polittico di Bologna, opera di Giotto, realizzato tra il 1330 e il 1334 che si compone di cinque diversi pannelli.
Dal 22 settembre, per alcune settimane, il capolavoro non sarà perciò visibile dal pubblico all’interno del museo bolognese, ma invece di essere collocato nei depositi come solitamente avviene in queste occasioni, sarà temporaneamente esposto nella mostra che inaugura la prima edizione del “Festival dell’arte sacra” di Iasi, in Romania, previsto dal 4 al 30 ottobre, grazie a un accordo tra i governi di Roma e di Bucarest.
Considerata una delle testimonianze fondamentali dell’arte medievale che ha rivoluzionato la pittura occidentale, l’opera di Giotto sarà allestita insieme a una di Constantin Brâncuși, l’artista rumeno che a sua volta ha rivoluzionato la scultura, di cui quest’anno ricorrono i 150 anni dalla nascita e che è stato celebrato in tutto il mondo con diversi appuntamenti.
La temporanea esposizione del Polittico di Bologna al “Festival dell’arte sacra” assume quindi il valore di scambio culturale ai massimi livelli tra Italia e Romania nel comune obiettivo della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio culturale delle due nazioni.
Alla conclusione della mostra rumena, e in tempo col termine dei lavori previsti nel mese di novembre, il Polittico di Bologna tornerà visibile nella sala a lui dedicata, completamente restaurata e riallestita.