Perugino e l’arrivo dei “forestieri” intorno al 1500
La pala d’altare di Perugino [13.5] allora considerato il “meglio maestro d’Italia”, arrivò a Bologna tra la fine del 1499 e l’inizio del 1500 per la cappella Scarani in San Giovanni in Monte, la stessa chiesa che accoglierà la Santa Cecilia di Raffaello [15.1] e da cui proviene la Madonna con il Bambino firmata da Cima da Conegliano [13.7].
Entro il 1501 giunsero in città anche la Madonna con Bambino e santi realizzata da Giovanni Antonio Boltraffio per la cappella Casio in Santa Maria della Misericordia, ora al Museo del Louvre, e il Matrimonio mistico di santa Caterina eseguito da Filippino Lippi per la cappella Casali nella basilica di San Domenico, dove si trova ancora oggi.
I tre dipinti, realizzati da maestri forestieri di grande fama che fino a quel momento non avevano avuto rapporti diretti con Bologna, furono osservati con particolare interesse dagli artisti locali.
Fu l’opera di Perugino ad avere il maggiore impatto sulla pittura bolognese.
La pala eseguita nel 1500 da Francesco Francia per l’altare maggiore della chiesa dell’Annunziata [13.1-2] ne riprende lo schema compositivo e l’ambientazione paesaggistica, subentrata agli sfondi architettonici quattrocenteschi. Lo Sposalizio della Vergine [13.4] di Lorenzo Costa ne recupera le cromie azzurrognole del paesaggio sullo sfondo e ne condivide altresì il ritmo pacato delle figure, i volti inclinati e mesti, tipici del linguaggio devozionale dell’artista umbro.