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Pinacoteca Nazionale di Bologna > Pinacoteca Nazionale di Bologna > Sala 12: Francesco Francia, un orafo pittore
‘400
Sala: 12

Francesco Francia, un orafo pittore

Un ruolo significativo nella formazione artistica di Francesco Francia è giocato dagli stretti rapporti con la cultura figurativa e l’ambiente toscano, animato dall’attività di botteghe a carattere polivalente, in cui si praticavano tecniche differenti. Nel 1482 il giovane Francia è iscritto all’Arte degli Orafi, attività cui si applica già dal 1468 e in cui raggiunge esiti di grande risalto. Bologna e Firenze furono poi i centri più rinomati d’Italia per le lavorazioni a niello, con le quali si impreziosivano manufatti di uso domestico, accessori di abbigliamento ma anche oggetti liturgici, come le Paci [12.4] qui esposte.
L’esordio in campo pittorico in età adulta, quasi quarantenne, è ancora discusso dalla critica, tuttavia concorde nel riconoscergli un’educazione condotta per proprio conto e sulla base di modelli disparati. Iniziò così realizzando “cose piccole” per poi dedicarsi al grande formato della pala d’altare ma sempre riconoscendo a sé la prima, autorevole professione.
Nella tavola centrale della Pala Felicini [12.1] infatti si legge “OPVS FRANCIAE AVRIFICIS”.
Del resto, la sua fu una bottega davvero versatile: non solo vi mossero i primi passi i figli Giacomo e Giulio, impegnati a seguire le orme paterne nel campo della pittura, ma anche il giovane e promettente incisore bolognese Marcantonio Raimondi.